lassieGioia e gaudio, sursum corda, alziamo i calici, che Ruphus non ha deluso le attese. Tutti voi, frementi in attesa di sapere quale sarebbe stato il fantastico regalo di natale di questo effervescente blog, che vi aspettavate al massimo un bel post a tema, magari dissacrante o filosofico o alternativo, ebbene tutti voi gioite, rallegratevi e felicitatevi, che Ruphus non vi regala niente meno che un nuovo blog, nato giusto ieri 25 dicembre come altra gente poi diventata famosissima. Signore e signori, ecco a voi l’omino uscito dall’ano di berlusconi, un microblog che vi farà compagnia ogni giorno dell’anno, un nuovo piccolo amico con cui scherzare, confidarsi e, perché no, ritrovare un sorriso che si credeva perduto.

Un limpido giorno di fine dicembre, stavo passeggiando per Roma badando più che altro ai casi miei, quando, giunto nei pressi dei Fori Imperiali, notai qualcosa di strano: ero giusto all’altezza dell’ano di berlusconi e vidi spuntare, tra le pieghe dell’importante sfintere, prima un braccino, che si agitava nel vuoto, incapace ad afferrarsi ad alcunché; e poco dopo, con visibile sforzo, seguire al braccino una testina, un altro braccino, insomma, tutt’un omino che, sfuggito ormai alla morsa rettale, si lasciò cadere sul marciapiedi, giusto davanti a me. L’omino si guarda intorno, visibilmente stupito del posto dove è capitato, lo spaventano le macchine e il frastuono, e decide infine di fidarsi di me, unico essere vivente che si è accorto della sua venuta in questo mondo. Un po’ a gesti, un po’ soffiando e squittendo come un cartone animato degli anni ‘70, mi fa capire di aver bisogno di qualcuno che diffonda il suo messaggio. Per questo è nato il presente blog, per dare voce a questo povero omino ed aiutarlo ad entrare nella nostra grande famiglia umana. Il resto, tutto il resto, ce lo dirà lui…

[dalla presentazione de l’omino uscito dall’ano di berlusconi]

Che dire, che aggiungere, che possiamo farci? Ruphus vi ha regalato un amico, chi trova un amico trova un tesoro, l’occasione fa l’Uomo Ragno, buone cose a tutti, per le classifiche di fine anno a tra pochi giorni.

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quadro rosa

Questo quadro mi è stato donato dall’autore, il poeta e pittore viterbese Giulio Nocera. È stato subdolamente introdotto in casa mia con la banale scusa di un regalo di compleanno (ma che bella sorpresa!).

Il quadro non è brutto (dipende se ti piace o no), ed in generale non sono preconcettamente contrario ai regali alla mia persona. Ma vorrei qui fare alcune osservazioni: 1. non sono ghei e non mi è mai piaciuto il rosa; 2. secondo me il quadro sta meglio in orizzontale che in verticale, come insiste l’autore, il ballerino e maniscalco Giulio Nocera; 3. se fai un regalo, cerca almeno di farlo bene. Spiego il punto tre: 3a. il quadro è fatto malissimo, a cominciare dal rosa che è dato alla cazzo, si vedono tutte le strisciate; 3b. sotto il rosa si vedono un sacco di scarabocchi fatti a matita; 3c. Giulio, non hai pitturato i bordi. Spiego questo punto: a me i quadri mi piacciono dipinti anche sul bordo, lo spessore insomma; se ne commissiono uno, lo specifico subito, ed il fatto che questo quadro fosse gratis secondo me non cambia la questione. Ho detto all’autore, il commediografo e alpinista Giulio Nocera “per piacere, giacché debbo accettare codesto tuo regalo, almeno dipingimi i bordi” e chiunque avrebbe capito che intendevo che li volevo dipinti di rosa. E invece cosa fa il cuoco e maître à penser Giulio Nocera? Me li dipinge di nero. Ma non tutti, solo due perché poi non aveva più tempo perché doveva andare a lisciare una porta perché sennò c’era una che ci rimetteva la caparra dell’affitto perché erano stati i suoi cani a graffiare la porta, non suoi di Giulio ma della tipa, i cani, la porta del padrone di casa. Insomma rimango con un quadro rosa, con mezzi bordi neri e mezzi bianchi: un’arlecchinata pazzesca.

anelloPer amor di verità debbo anche riconoscere che l’orafo e commentatore meteo Giulio Nocera, oltre a suonare pregevolmente il flauto, mi regalò tempo addietro anche un bellissimo anello d’argento fatto da lui, su cui non ho nulla da ridire. Bravo Giulio.

Artisti poliedrici all’alba dell’età adulta.