sesso


scabbiaTre cose a caso che non mi piacciono, non le posso soffrire, mi fanno schifo. Tutt’e tre hanno a che fare con il culo.

1. Le emorroidi (non servono spiegazioni, vero?)

2. Quando nei films porno viene inquadrato il buco del culo degli attori maschi

3. Quando nei films porno viene inquadrato il buco del culo degli attori maschi, e hanno le emorroidi (orrore!)

Cambiando prospettiva, una cosa a caso che non mi piace, non la posso soffrire, mi fa schifo, ma che non c’entra direttamente con il culo è il cosiddetto “profumo” Patchouli, di cui gli hippies, e anche molti non-hippies, adorano inzupparsi. È veramente una cosa nauseabonda, intollerabile. Puah.

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roccoEcco. Ieri hanno tolto le palle al Rocco. Dice il veterinario che c’era un piccolo tumore, e poi gli faceva male, e insomma, via, tagliare. Un’oretta addormentato, e si è svegliato un po’ più leggero. Tristezza e sgomento tra le cagnette di San José. Ma fermi tutti. Giusto un attimo prima che l’imbecille di turno cominci a sghignazzare, o a fare ironie del cazzo, lasciatemi ricordare un paio di cose: 1. il summenzionato imbecille dovrà ritenersi baciato dalla fortuna se, giunto alla fine della miglior carriera sessuale che possa desiderare per sé stesso, avrà trombato la metà (o un quarto) di quello che ha trombato il Rocco; 2. sono decine e decine i cani, sparsi tra l’Italia, la Spagna e chissà dove altro, che possono orgogliosamente vantare cotanto padre; 3. il noto attore sentimentale Rocco Siffredi, che fin dagli esordi della sua gloriosa carriera si è dichiaratamente ispirato al mio cane, ha mandato un affettuoso telegramma di commossa partecipazione.

Insomma, il vecchio guerriero, quello che ha cambiato per sempre le regole della seduzione canina a San José, è andato in pensione: lo aspettano lunghe passeggiate al sole, finalmente incurante della tirannia ormonale delle femmine, partite a carte al circolo dei vecchi, tanta pace e saggezza. Ogni tanto uno dei figli manderà una cartolina dai posti più disparati del mondo, e lui tirerà fuori uno di quei sorrisi per i quali continuano a sbrodolare cagnette di tutte le taglie e di tutte le razze. James Dean, sposta il culo, che un nuovo mito è venuto a svaccarsi nell’Olimpo dei fighi di tutti i tempi.

della sua gloriosa carrieradella sua gloriosa carriera

norrieIn Australia il primo essere umano senza genere: è Norrie May-Welby, uno scozzese che da anni vive a Sydney. E’ diventato la prima persona al mondo ad essere riconosciuta “di sesso non specificato” da un governo. Norrie, 48 anni, è nato maschio ma nel 1990 ha cambiato sesso. Una volta emigrato in Australia gli era stato rilasciato un attestato che lo dichiarava di sesso femminile, ma a quel punto  May-Welby “non si sentiva più a suo agio con una identità unicamente femminile”.

[notizia di repubblica.it]

In Svezia il primo essere umano con due generi: è Pedro María Gusmano, un cileno che da anni vive a Malmö. È diventato la prima persona al mondo ad essere riconosciuta “di entrambi i sessi” da un governo. Pedro María, 48 anni, è nata femmina, ma nel 1990 ha cambiato sesso. Una volta emigrata in Svezia gli era stato rilasciato un attestato che lo dichiarava di sesso maschile, ma a quel punto Pedro (o María?) “non si sentiva più a suo agio con una identità unicamente maschile”. Ha più di 5000 amici su Facebook.

A Pioltello (MI) il primo essere umano col genere a giorni alterni: è Salvatore Scoppietta, un calabrese che vive da anni in Lombardia, la prima persona al mondo ad essere riconosciuto dalla Motorizzazione Civile “di sessi alterni”. Salvatore, 48 anni, è nato pastore, ma dal 1990 i giorni pari è femmina, si chiama Daniela, e può circolare con la sua Twingo a targa pari; i giorni dispari è maschio, gira col Fiorino (targa dispari) e organizza manifestazioni contro i froci.

A Bilbao (Spagna) il signor ‘Ngwomi Banesto, un pittore surrealista di 48 anni nato da un mango in Svizzera ma convertitosi nel 1990 al confucianesimo, è stato riconosciuto da Niels Liedholm la prima persona al mondo “a sesso variabile”. È maschio in sala da pranzo, in garage e in cantina; e al cesso. È invece femmina davanti alla TV, in cucina, in soffitta e nel giardino davanti casa. In camera da letto, dipende con chi ci finisce. Si sposerà presto con Renato Zero, una medusa canadese di 48 anni a cui nel 1990 è apparsa una madonna di torrone intagliato e che è stata riconosciuta da un simpatico dittatore centroafricano il primo caso di “sesso a chiazze”: maschio nei gomiti, nel pomo d’Adamo e nella gamba sinistra, femmina nelle braccia, attorno all’ombelico e nelle unghie dei piedi (il buco del culo, come sempre, bisex).

Oreste, un malato mentale di 48 anni dimenticato in un ospedale pischiatrico ufficialmente chiuso, con i giornali, e con le notizie che non sa e non vuole leggere, continua a pulircisi il culo, perché la carta igienica è dal 1990 che non ne portano più. Poi esce nel cortile vuoto, ride forte guardando il sole, e comincia a girare in tondo.

sesso analeIl sesso anale, lungo i secoli, è stato sempre guardato con una certa perplessità, in quanto a lungo si è ritenuto che avesse troppo a che fare sia con il culo (la parte anatomica), che con i culi (gli omosessuali). Gli omosessuali a loro volta in certe epoche hanno goduto di stima e rispetto (per esempio nella Grecia classica), altre volte hanno goduto di meno, ma quando godono è innegabile che ciò avviene per mezzo del sesso anale.

Un altro fattore che secondo me contribuisce a mettere il sesso anale in una luce sinistra è che esso può comportare la comparsa di macchie marroni sul bigolo della parte attiva. Eh sì, cari amici: il sesso anale, quando se ne parla, ma assai di più quando lo si pratica, è importantissimo definire da che parte dello sfintere ci si trova, questo per evitare spiacevoli sorprese. Si possono quindi dividere i praticanti tra proctofili “passivi” e “attivi”: ognuna di queste posture ha i suoi pro e i suoi contro, facilmente intuibili, e non ci dilunghiamo. […continua…]


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negri polaChe poi sarebbe anche ora di chiedersi come mai un popolo che si sceglie serenamente un presidente a tutti gli effetti negro, gli viene male al pensiero di un negro che si chiava una donna bianca. Inutile protestare, inutile girare la testa dall’altra parte: perché, dicano quello che vogliono le associazioni ed anche i singoli SOS-Racism, questo è un fatto, e puoi star sicuro che se Obama avesse avuto una moglie bianca, a tanti di quelli che lo hanno  votato, sentendosi ben moderni, sarebbe girate un po’ troppo le balle. E allora addio primo presidente afroamericano, erede ideale di John Brown, di Martin Luther King e di Eddie Murphy. Addio belle speranze di una nuova epoca e di un mondo migliore.

Da sempre, a quanto pare, questo fatto dell’uomo negro che si scopa una donna bianca, fa perdere il sonno a molti uomini bianchi. Molti trovano una spiegazione a questo fenomeno nel fatto che i negri tradizionalmente ce l’hanno “più grande” dei bianchi, e ciò sarebbe causa, almeno in parte, di certo nervosismo. Io non credo molto a questa teoria, perché non ho mai sentito nessuno dire: “Eh, si, caro geometra, che vuol farci, anche mia moglie tromba con un cinese; ma insomma, alla fin fine loro ce l’hanno talmente piccolo che non mi arrabbio neanche…”. No, non l’ho mai sentito un discorso del genere. E poi, se fosse questione di dimensioni, dovrebbero esserci altrettante reticenze nei confronti delle donne che scopano con i cavalli, ed invece Cicciolina è arrivata in parlamento, prima ed indimenticata rappresentante di una lunga lista di troie che ancora oggi stanno lì, fanno le fighe e se la tirano.

A me personalmente, quello che mi dà un po’ di fastidio nelle relazioni sessuali tra uomini negri e donne bianche è più che altro l’idea che questi negri, dopo, tornano nelle loro tribù e si vantano. Un po’ come quelli di Foggia quando andavano a scopare nell’ex-est-Europa (Polonia, Ungheria, ecc.). Ai negri infatti piace tantissimo bullarsi: uno perché ha guidato un’automobile vera, quell’altro perché c’ha la radio più grande, e così via; poi si danno un cinque. Poi salta fuori quello che dice che si è montato una bianca e tutti gli fanno le congratulazioni, ed un altro giro di “dammi un cinque fratello“. Sinceramente non vedo gran soluzioni per questo problema: si potrebbe eliminare il negro subito dopo l’amplesso, o sterminare la sua tribù d’origine, ma sicuramente qualcuno protesterebbe. Per cui, che vogliamo farci, cèst la vie.

In America i porno dove dei negri si scopano delle bianche sono un genere a parte, che si chiama, appunto, interracial, e sono considerati un’eccentricità per raffinati pervertiti.

islandaL’Islanda è una di quelle cose, di cui si sa qualcosa, ma non molto, e sarebbe anche possibile scrivere tutto quello che uno sa sull’Islanda e non scavalcherebbe i limiti di un post decente.

Quello che sanno tutti è presto detto: è un’isola, fa freddo, ci sono i geyser (che è una parola islandese). Energia geotermica, Rejkiavik, poca gente, molto baccalà. L’Islanda non ha un esercito. Un’altra caratteristica dell’Islanda, o meglio dei suoi elenci telefonici, è stata riportata nel post che viene sotto  questo. Altre cose, che forse non tutti sanno: nel 2009, poco dopo che gli americani si scegliessero un presidente di colore (negro), gli islandesi rilanciarono e  furono i primi a dotarsi di una presidentessa lesbica, la signora Jóhanna Sigurðardóttir. Altro dato non a tutti noto è il fatto che l’Islanda sia stato il primo paese europeo a dichirare bancarotta per via della crisi mondiale. Ecco, questi due fatti non vengono di solito presentati congiuntamente dalla stampa, cosicché uno fa fatica a farsi un’idea. Adesso io non voglio dire che ci sia una relazione diretta tra le preferenze sessuali di questa signora e il disastro dei conti dello stato; non sto qui a discutere se sia una bella cosa passare il tempo sui siti di porcherie lesbiche, invece di badare a governare; o se abbassare le tasse sui vibratori di tipo strap-on sia stata una mossa azzeccata. Che ognuno tragga le proprie conclusioni, ma se pensiamo che candidare la Bonino alla presidenza del Lazio sia la soluzione di tutto, stiamo freschi. Un mio personale rimpianto è sempre stato il precoce ritiro di Irene Pivetti dalla politica italiana.

Infine, una chicca: il clima islandese è inadatto all’agricoltura (che pure potrebbe trovare condizioni favorevoli nei terreni vulcanici così fertili). Lo dice Wikipedia.

Kill Everybody Now

Allora. L’umore è quello che è, mezzo incazzato, neanche tanto, ma devo uscire. Mi piacerebbe mettere una maglietta che rifletta il mio stato d’animo, un po’ aggressiva, tanto per. Magari avessi ancora quella dei NoMeansNo con scritto “Kill Everyone Now” (vedi foto), ma quella me l’ha fatta sparire la mamma secoli fa. Per cui niente. E invece ecco, improvvisa, mentre rovisto nel mucchio, salta fuori quest’altra, dimenticata da tempo, una delle mie preferite di sempre: vi si vedono le sagome estremamente stilizzate di un omino e di una donnina; l’omino ha i pantaloni alle caviglie, la donnina è inginocchiata davanti a lui, con la testa al livello della cintura, sembra che glielo stia ciucciando; sotto, una scritta che dice “Servizio in piedi“; dietro, sulla spalla, c’è scritto in piccolo “Surf in Paradise“. Oddio, l’intento provocatorio di questa maglietta è piuttosto loffio, non si scandalizzerebbe nemmeno mia nonna. Ma tant’è, sono contento di questo ritrovamento, mi infilo la maglietta ed esco. Che tra una cosa e l’altra mi è anche migliorato l’umore, per cui fischiettando mi reco al bar Kalimba de Luna del mio amico Frans.

servizio in piediAl bar Kalimba de Luna del mio amico Frans c’è un tavolo con amici e amici di amici, per cui mi ci siedo anch’io. C’è anche una, che mi presentano per cognome, diciamo Angeletti (non è il cognome vero, ma ho imprato che la gente si adira quando la metti con nome e cognome nei blogz). Angeletti, dopo un po’ di conversazione, accenna alla mia maglietta. “Bella, vero?” le dico, tutto contento che l’abbia notata. Dice di sì, non troppo convinta, e mi chiede tipo dove l’ho trovata. “Ah, ma questa me l’ha portata uno da Madonna di Campiglio, le stampavano credo a Parma. Roba da snowboarders, dietro c’è scritto anche Surf in Paradise“. E poi aggiungo, premuroso: “Ma è roba di più di dieci anni fa, penso che ora sia introvabile“. Noto che stranamente non se ne dispiace troppo. E poi dice: “Lo sai che qui in Spagna dicono che noi italiani siamo un sacco maschilisti?“. Io, ingenuo, cieco, non vedendo ancora dove va a parare questa, scoppio in una grossa risata: “Sì sì, è vero, me lo dicono sempre anche a me! Ha ha ha, ‘sti spagnoli!” e giù a ridere. Angeletti non ride e ripete che secondo gli spagnoli gli italiani sono maschilisti; e aggiunge “Non credo che la tua maglietta ci faccia una buona pubblicità“.  […continua…]


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