politica


Sì, Giorgio, come no…

Un amico, giocoliere ed incantatore di flauti, si interessa saltuariamente di notizie di cronaca, oltre che di misteri circondanti le antiche civiltà. Ultimamente i fatti che hanno catturato la sua attenzione sono due: la rissa tra vigili urbani e finti gladiatori al Colosseo, e le gesta di quell’Anders Behring Breivik che per certe ragioni sue l’estate scorsa ammazzò un’ottantina di persone tra Oslo e dintorni (isola di Utoya). Di quest’ultimo argomento l’amico sa tutto, e gli piace rievocare accuratamente le fasi salienti della carneficina. Sa mimare il gesto con il quale quello imbracciava il fucile, puntava, ed abbatteva, uno dopo l’altro, dei giovani norvegesi in rapida fuga. Tra incontenibili risate l’amico racconta lo sbarco sull’isola, le prime vittime incredule, le decine di corpi insanguinati sulla spiaggia, il terrore dei giovani braccati. Devo dire che l’amico sa ricreare l’atmosfera, pur con questo tono leggero e certi risolini che in linea di principio si vorrebbero banditi da discorsi del genere; ma il racconto è appassionante e non stanca mai.

Ed ora che quest’uomo particolare è sotto processo nel suo paese, è inevitabile chiedersi se la bilancia della Giustizia, quella che vede su un piatto il dolore di tante persone, non debba avere sull’altro la bonaria allegria che gli stessi avvenimenti suscitano nell’amico, durante lunghi e paciosi pomeriggi pieni di spritz e di chiacchere a vuoto. Possono le lacrime degli uni essere almeno parzialmente asciugate dalla verve umorisitca dell’amico cabarettista, dal senso di placida armonia che egli sa infondere tra i compagni d’aperitivo? Speriamo di sì.

troieRuphus: Ciao, Ruphus. Ma c’è almeno una cosa che ti piace, della politica italiana?

Ruphus: Sì certo, le troie.

R.: Intendi le escort?

R.: Sì, quelle. E i trans, un sacco.

Registriamo per dovere di cronaca che il Partito Democratico ha recentemente dato un leggerissimo segno di vita nella persona del segretario nonmiricordoilnome Bersani, intervenuto a dire la sua sul “caso Morgan vs. Sanremo” (per inciso, ha detto qualcosa del tipo: “Ha fatto male, ma bisogna dargli un’altra possibilità“. ‘sti cazzi!).

Ma dimentichiamocene in fretta, e veniamo al vero tema del post di oggi: un gran bel rebus, un signor rebus, su di noi e con un leggero tocco d’ironia. Il primo ad indovinare (mica è difficile) vincerà un panino & cocacola offerto direttamente da Ruphus! Evviva!

rebus

[la consegna del premio avverrà quando le circostanze saranno propizie]

negri polaChe poi sarebbe anche ora di chiedersi come mai un popolo che si sceglie serenamente un presidente a tutti gli effetti negro, gli viene male al pensiero di un negro che si chiava una donna bianca. Inutile protestare, inutile girare la testa dall’altra parte: perché, dicano quello che vogliono le associazioni ed anche i singoli SOS-Racism, questo è un fatto, e puoi star sicuro che se Obama avesse avuto una moglie bianca, a tanti di quelli che lo hanno  votato, sentendosi ben moderni, sarebbe girate un po’ troppo le balle. E allora addio primo presidente afroamericano, erede ideale di John Brown, di Martin Luther King e di Eddie Murphy. Addio belle speranze di una nuova epoca e di un mondo migliore.

Da sempre, a quanto pare, questo fatto dell’uomo negro che si scopa una donna bianca, fa perdere il sonno a molti uomini bianchi. Molti trovano una spiegazione a questo fenomeno nel fatto che i negri tradizionalmente ce l’hanno “più grande” dei bianchi, e ciò sarebbe causa, almeno in parte, di certo nervosismo. Io non credo molto a questa teoria, perché non ho mai sentito nessuno dire: “Eh, si, caro geometra, che vuol farci, anche mia moglie tromba con un cinese; ma insomma, alla fin fine loro ce l’hanno talmente piccolo che non mi arrabbio neanche…”. No, non l’ho mai sentito un discorso del genere. E poi, se fosse questione di dimensioni, dovrebbero esserci altrettante reticenze nei confronti delle donne che scopano con i cavalli, ed invece Cicciolina è arrivata in parlamento, prima ed indimenticata rappresentante di una lunga lista di troie che ancora oggi stanno lì, fanno le fighe e se la tirano.

A me personalmente, quello che mi dà un po’ di fastidio nelle relazioni sessuali tra uomini negri e donne bianche è più che altro l’idea che questi negri, dopo, tornano nelle loro tribù e si vantano. Un po’ come quelli di Foggia quando andavano a scopare nell’ex-est-Europa (Polonia, Ungheria, ecc.). Ai negri infatti piace tantissimo bullarsi: uno perché ha guidato un’automobile vera, quell’altro perché c’ha la radio più grande, e così via; poi si danno un cinque. Poi salta fuori quello che dice che si è montato una bianca e tutti gli fanno le congratulazioni, ed un altro giro di “dammi un cinque fratello“. Sinceramente non vedo gran soluzioni per questo problema: si potrebbe eliminare il negro subito dopo l’amplesso, o sterminare la sua tribù d’origine, ma sicuramente qualcuno protesterebbe. Per cui, che vogliamo farci, cèst la vie.

In America i porno dove dei negri si scopano delle bianche sono un genere a parte, che si chiama, appunto, interracial, e sono considerati un’eccentricità per raffinati pervertiti.

islandaL’Islanda è una di quelle cose, di cui si sa qualcosa, ma non molto, e sarebbe anche possibile scrivere tutto quello che uno sa sull’Islanda e non scavalcherebbe i limiti di un post decente.

Quello che sanno tutti è presto detto: è un’isola, fa freddo, ci sono i geyser (che è una parola islandese). Energia geotermica, Rejkiavik, poca gente, molto baccalà. L’Islanda non ha un esercito. Un’altra caratteristica dell’Islanda, o meglio dei suoi elenci telefonici, è stata riportata nel post che viene sotto  questo. Altre cose, che forse non tutti sanno: nel 2009, poco dopo che gli americani si scegliessero un presidente di colore (negro), gli islandesi rilanciarono e  furono i primi a dotarsi di una presidentessa lesbica, la signora Jóhanna Sigurðardóttir. Altro dato non a tutti noto è il fatto che l’Islanda sia stato il primo paese europeo a dichirare bancarotta per via della crisi mondiale. Ecco, questi due fatti non vengono di solito presentati congiuntamente dalla stampa, cosicché uno fa fatica a farsi un’idea. Adesso io non voglio dire che ci sia una relazione diretta tra le preferenze sessuali di questa signora e il disastro dei conti dello stato; non sto qui a discutere se sia una bella cosa passare il tempo sui siti di porcherie lesbiche, invece di badare a governare; o se abbassare le tasse sui vibratori di tipo strap-on sia stata una mossa azzeccata. Che ognuno tragga le proprie conclusioni, ma se pensiamo che candidare la Bonino alla presidenza del Lazio sia la soluzione di tutto, stiamo freschi. Un mio personale rimpianto è sempre stato il precoce ritiro di Irene Pivetti dalla politica italiana.

Infine, una chicca: il clima islandese è inadatto all’agricoltura (che pure potrebbe trovare condizioni favorevoli nei terreni vulcanici così fertili). Lo dice Wikipedia.

scherzano

si scherzano

L’aveva detto, Ruphus, su questo blog e su Politiculo: si parlava di una possibile tresca tra Michelle Obama e Bruce Springsteen, e della possibile reazione del di lei consorte; scrissimo: “[…] sicuramente Obama non se la prenderebbe, non avrebbe scatti d’ira inconsulti. Parlerebbe con tutti, manderebbe altri soldati in Afghanistan, farebbe fare la pace tra Israele e quegli altri, insomma si attiverebbe un casino per la pace nel mondo […]“.

Orbene, sul fatto di mandare altri soldati in Afghanistan, mi pare che ne siano in partenza un 30.000, morituro più, morituro meno. Sul fatto di non prendersela, una notiziola in Italia praticamente censurata, ma apparsa in bella evidenza per esempio sulla stampa spagnola. Risulta dunque che Obama è andato al Kennedy Center, a premiare di persona degli artisti, tra cui Robert “You talkin’ to me?” De Niro e qualche altra vecchia scoreggia. Tra i premiati, c’era anche, guarda la casualità, Bruce Springsteen. Ecco; Obama poteva dargli la sua medaglia, stringergli la mano, e via, subito a Washington a governare. Invece no; lui c’ha tenuto a far vedere che non è incazzato; ha persino scherzato con il vecchio rocker, dicendogli: “I’m the President, but you’re the Boss!“. Ha ha ha, ha ha ha, gli ha fatto una battuta, niente di speciale, è vero, ma l’ha detta solo sdrammatizzare un po’, come piace fare a lui. Signori, che stile.

Tra i premiati c’era anche una vecchia cicciona, cantante lirica o roba del genere. I giornali non lo riportano, ma sono sicuro che Obama ha avuto delle parole di incoraggiamento anche per ‘sta qua. “Su con la vita” le avrà detto, o qualcosa del genere, perché lui è fatto così.

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