femministe


No, giusto per sapere… ma cos’è che offende, umilia, degrada maggiormente la dignità delle donne? che ne insulta e deride l’intelligenza? a) Cicciolina che lo succhia ad un cavallo, o b) una pagina come questa (trovata per caso nella ricerca di un consiglio utile)? No, perché il primo caso non mi dice assolutamente nulla sulle donne in generale (al massimo sull’amore per gli animali della mai abbastanza rimpianta deputata radicale), mentre nel secondo tutte le donne (e le casalingue in particolare) vengono trattate come una massa di deficienti decerebrate con lo sviluppo intellettuale non superiore a quello di un bambino di tre anni. Poi, può anche essere che mi sfuggano dei particolari…

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PS – Oddio, a leggere i commenti che la pagina ospita sembra proprio che l’autrice abbia colto nel segno sul livello mentale delle sue lettrici. Continuo a pensare che per rispetto verso tutte le donne, certe tertulie sarebbe meglio mantenerle nascoste nell’intimità di un ristretto circolo di comari, e non ostentarle così, coram populo, ad offesa ed insulto di tutto un genere.

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Ad ogni azione corrisponde sempre una reazione contraria e più idiota.

Azione: “La signora [inserire il nome di una signora qualunque] è una [inserire un epiteto qualsiasi]”.

Reazione: “Questa frase è un insulto contro tutte le donne”. Con conseguente richiesta di dimissioni.

Da quando vivo in Spagna, ho notato che a molti spagnoli piace iniziare una conversazione con un italiano con una domanda del genere: “Secondo te, quali sono le principali differenze tra noi spagnoli e voi italiani?“. Spesso il soggetto domandante è una ragazza carina, status sociale e culturale medio-alto, spesso di Madrid, orientamento progressista, alto livello di auto-consapevolezza e coscienza critica. Inizialmente provavo a sfangarla con i peggio stereotipi su cottura spaghetti al dente, cinema italiano vs. cinema spagnolo, tendenze socio-culturali, Berlusconi vs. Zapatero, e bla bla bla. Ho provato anche con cose tipo “beh, a noi italiani piace ogni tanto vincere un mondiale di calcio, agli spagnoli mica tanto“, ironia spesso sprecata. In genere, qualunque fosse la mia risposta, soprattutto se il domandante appartenteneva alla macro-categoria sopra descritta, e che potremmo anche definire come “fighette progressiste“, immediatamente la conversazione finiva per buttare su maschilismo, femminismo e ulteriore bla bla bla, su cui non voglio ora polemizzare, ma che mi annoia moltissimo.

Adesso, a fronte della solita domanda, rispondo immancabilmente: “La differenza più grande che ho notato tra spagnoli e italiani è che i primi si chiedono spesso quale sia la differenza principale tra spagnoli e italiani, e i secondi di solito se ne fregano“. Risposta che serve in nove casi su dieci a troncare la neonata conversazione e che ha ridotto drasticamente il numero di amici e/o amiche che posso contare nella categoria “fighette progressiste”. Ma così è la vita, ed è inutile farne un dramma.

Kill Everybody Now

Allora. L’umore è quello che è, mezzo incazzato, neanche tanto, ma devo uscire. Mi piacerebbe mettere una maglietta che rifletta il mio stato d’animo, un po’ aggressiva, tanto per. Magari avessi ancora quella dei NoMeansNo con scritto “Kill Everyone Now” (vedi foto), ma quella me l’ha fatta sparire la mamma secoli fa. Per cui niente. E invece ecco, improvvisa, mentre rovisto nel mucchio, salta fuori quest’altra, dimenticata da tempo, una delle mie preferite di sempre: vi si vedono le sagome estremamente stilizzate di un omino e di una donnina; l’omino ha i pantaloni alle caviglie, la donnina è inginocchiata davanti a lui, con la testa al livello della cintura, sembra che glielo stia ciucciando; sotto, una scritta che dice “Servizio in piedi“; dietro, sulla spalla, c’è scritto in piccolo “Surf in Paradise“. Oddio, l’intento provocatorio di questa maglietta è piuttosto loffio, non si scandalizzerebbe nemmeno mia nonna. Ma tant’è, sono contento di questo ritrovamento, mi infilo la maglietta ed esco. Che tra una cosa e l’altra mi è anche migliorato l’umore, per cui fischiettando mi reco al bar Kalimba de Luna del mio amico Frans.

servizio in piediAl bar Kalimba de Luna del mio amico Frans c’è un tavolo con amici e amici di amici, per cui mi ci siedo anch’io. C’è anche una, che mi presentano per cognome, diciamo Angeletti (non è il cognome vero, ma ho imprato che la gente si adira quando la metti con nome e cognome nei blogz). Angeletti, dopo un po’ di conversazione, accenna alla mia maglietta. “Bella, vero?” le dico, tutto contento che l’abbia notata. Dice di sì, non troppo convinta, e mi chiede tipo dove l’ho trovata. “Ah, ma questa me l’ha portata uno da Madonna di Campiglio, le stampavano credo a Parma. Roba da snowboarders, dietro c’è scritto anche Surf in Paradise“. E poi aggiungo, premuroso: “Ma è roba di più di dieci anni fa, penso che ora sia introvabile“. Noto che stranamente non se ne dispiace troppo. E poi dice: “Lo sai che qui in Spagna dicono che noi italiani siamo un sacco maschilisti?“. Io, ingenuo, cieco, non vedendo ancora dove va a parare questa, scoppio in una grossa risata: “Sì sì, è vero, me lo dicono sempre anche a me! Ha ha ha, ‘sti spagnoli!” e giù a ridere. Angeletti non ride e ripete che secondo gli spagnoli gli italiani sono maschilisti; e aggiunge “Non credo che la tua maglietta ci faccia una buona pubblicità“.  […continua…]


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