alambiccoQuando eravamo piccoli, io e mia sorella potevamo vantare, tra l’invidia generale, ben sei nonni e una bisnonna. Che se ognuno di essi avesse sganciato la sua regolare “diecimila”, capace che a dodici anni già vestivo Armani e fumavo Habana, circondato da puttanoni di lusso e cocaina colombiana. E invece alcuni erano lontani e li vedevamo poco, altri cominciarono a morire presto, insomma, pur con tanti nonni a disposizione alla partenza, non crescemmo in un ambiente iper-nonnizzato; e di “diecimila”, ben poche.

La più figa di tutti era la bisnonna: questa povera contadinotta nata sul finire dell’Ottocento in mezzo ad una dozzina abbondante di fratelli e sorelle, con la sua terza elementare, di cui andava ben fiera, aveva traversato l’oceano in bastimento per emigrare in ‘merica, come si faceva allora. Altro che “mi faccio un fine settimana da sballo a Londra, o a Goa“. E laggiù in America, addirittura nel Massachusetts, la mia bisnonna lavorava in fabbrica e distillava il whisky. Quando era illegale sia farlo che berlo. Ma per minimizzare i rischi vendeva il prodotto direttamente agli sbirri. Era fatta così. E sempre da quelle parti conobbe il grande Enrico Caruso, che anzi passava a casa sua a trovarla e a mangiare il lardo, che gli faceva bene alla voce, diceva.

Uno che invece non volle lasciar pranzare in casa sua fu Sua Eminenza il Cavalier Benito Mussolini, di tournee sul lago di Garda a cercar fedi per la patria. La bisnonna, che nel frattempo, tornata dall’America, aveva montato in paese una locanda col bisnonno, disse che lei, eminenza o non eminenza, a uno così non gli dava da mangiare. Il capoccione, visto il caratteraccio, dovette ripiegare ed andò a mangiare da un’altra parte.

Poco dopo, sul finire degli anni ’50, quando dagli States cominciava a sbarcare la modernità, la bisnonna entrò in età pensionabile e si appassionò un sacco alla santa messa in TV: uno dei pochissimi frutti del progresso che  riuscì ad apprezzare davvero. Passarono i Kennedy, il papa buono, l’uomo sulla luna; al bisnonno prima amputarono una gamba, poi morì. E passarono le Brigate Rosse, vincemmo un mundial grazie ad un allenatore con la pipa, Renzo Arbore portava il made in Italy ai parenti americani, e la mia bisnonna, tutte le domeniche metteva il primo canale, che c’era la messa in diretta. Ecco, la messa e Furia cavallo del west, questi ricordo che erano i suoi programmi in assoluto preferiti. Morì contenta, credo; che lei sì l’aveva fatto il Novecento, altro che Bertolucci.

L’altro giorno, con la morte dell’ultima nonna avanzata, è finito un altro pezzetto di qualche cosa.

bastimento

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