noia1. Nei bars, enigmatici cartelli invitano a provare il caffé con ginseng. Ce n’era proprio bisogno, no?

2. Avevo dimenticato la potenza devastante del riscaldamento centralizzato nei condomini trentini! Aiuto! Soffoco!

3. A forza di gallerie, le strade trentine sono state completamente rettificate in meno di vent’anni. Non più una curva. A forza di rotonde, le strade trentine si stanno completamente rotondizzando in meno di cinque anni. Non più un pezzo di strada dritta a morire. Autotrasportatori e camperisti ringraziano.

4. Il localino più bello, più allegro, più vivace (e non ci vuole poi molto) che c’è a Trento è sicuramente il Circolo dei Redicoi, Reversi e Policarpi in via S. Martino. Tutti vecchi (a parte i giovani), ma tutti con una gran voglia di festa addosso. C’era il Meo vestito da donna, che fumava di nascosto. Abbiam giuocato alla morra, finalmente, bevendo vino rosso. Se ha un senso per me un’espressione come “tornare a casa”, immagino che sia più o meno questo.

5. Giovani fanciulle vessate da un funzionario astratto cercano tra le lagrime di far entrare il loro bagaglio a mano nel ridicolo parallelepipedo di misurazione. Sono viaggiatrici RyanAir. Il funzionario mi punta, punta il mio zaino oversize, gonfio e sformato. Io sorrido, sventolo il mio biglietto Iberia e tiro dritto. Il funzionario ci rimane male, io godo. Cose belle della vita.

6. È iniziato il Festival di Sanremo, detto anche poeticamente il “festival dei fiori”. L’Italia si occupa del vestito rosso della presentatrice.

7. Negli uffici del Mart (Rovereto) si cazzeggia allegramente e ci si rimpalla l’odiesse di scrivania in scrivania. Poi qualcuno dice “l’ho firmato io“, tutti si tranquillizzano e tornano a cazzeggiare. Ignoro cosa sia l’odiesse, ma deve essere più o meno l’architrave su cui poggia l’intera struttura museale.

Annunci