cinesiIersera sono andato al ristorante cinese, a comprare qualche vaschetta di mangime di bambù; era tardi, era vuoto e c’erano solo i gestori e la figlia che guardava dei telefilms assurdi per teen-agers, che in cinese chissà come si dice. E insomma sono lì appoggiato al bancone ad aspettare e a guardare nel vuoto, che comincio a farmi domande su ‘sti cinesi, soprattutto sul loro linguaggio che qualcuno non esita a definire “una vera e propria lingua“. Essi usano un sacco di ideogrammi, di pittogrammi, parologrammi, mischiano tutto insieme e poi giocano ad indovinare ciò che hanno detto. Se nessuno capisce, ridono, se qualcuno fa il furbo e finge di aver capito, lo massacrano di legnate. Secondo alcuni esiste anche il “mandarino” cinese, che sarebbe tipo parlare con la evve al posto della erre, un po’ come faceva l’avvocato Giovanni Agnelli grande patron dello sport torinese e nazionale, decesso ma ancora nel cuore di molti perché un giorno disse che Del Pievo bisognava chiamarlo Pintuvicchio. Siccome in cinese non esiste le erre, quelli che parlano in modalità “mandarino” non si notano e si confondono tranquillamente con gli altri, ma ti fanno scherzi tremendi alle spalle quando meno te l’aspetti.

Insomma, ero lì appoggiato al bancone che riflettevo su questi temi importanti, ma non capivo proprio cosa si dicevano il marito cinese alla moglie cinese. Ideogrammi in libera uscita, praticamente. Io allora ho memorizzato un po’ i suoni che emettevano più di frequente, anche qualche frase intera; poi a casa, ho dato ai cani le nuvole di granchio e ho provato a tradurre, con l’aiuto di Wikipedia e di altri siti più tecnici, quello che ricordavo di quanto avevo sentito.

Per i cinesi le “relazioni sociali” sono molto più facili, in quanto nessuno sta a sindacare se quando uno parla, dice cose sensate oppure no. Infatti negli elenchi telefonici cinesi ci si trova di tutto, ma in non ordine alfabetico, bensì sparso. Un’accozzaglia di robe, che le più carine le scrivono in grassetto. Tanto gli elenchi del telefono non li legge nessuno, perché è risaputo che i cinesi non telefonano mai, vengono chiamati loro e devono solo dire “Plonto?“, e poi strizzare un po’ di più gli occhietti. Nessuno ha mai realmente aperto un elenco del telefono cinese, credo.

Tornando a iersera: neanche su internet ho trovato risposte convincenti, per cui ho applicato alla mia manciata di ideogrammi le regole de “Il bersaglio” della Settimana Enigmistica, e ho ricostruito la seguente frase: “Dice Ciccio il Cafone che se non gli mandi il carico entro domani le tue budella concimeranno distese di loto nella rugiada di primavera“. Quella delle distese di loto deve piacere particolarmente ai cinesi, perché ce la mettono un po’ dappertutto.

cyborg[Negli anni ’90 io avevo già avvertito perfettamente il pericolo della crescita direi esponenziale ma anche economica di questo popolo, ma la mia era una voce isolata, inascoltata dai governi ed ignorata dai popoli. Per questo, per cercare di dare più forza al mio movimento, mi ero alleato un giorno con la mia amica Roberta di Vicenza, che aveva due belle tette pendule e personalmente combatteva i cyborgs, o qualcosa del genere. Poco dopo ci perdemmo di vista, la nostra lotta perse slancio ed io a partire dal 2003 mi sono messo il cuore in pace ed assisto senza batter ciglio all’avanzata degli involtini primavera. Spero che la mia amica Roberta abbia avuto più fortuna, sennò tra un po’ magari veniamo conquistati anche dai cyborgs. Che, ora che ci penso, non so neanche come si fa a riconoscerli e se hanno un loro linguaggio specifico e quale sia.]

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