questo è un estintore

Ho notato che piazzare nel proprio blog una foto di un estintore, e parlare vagamente di estintori per qualche capoverso porta ad un incredibile aumento delle visite in arrivo da Google e consimili. Per cui, che dire, proviamo a parlare un po’ appunto di estintori, questi amici che ci vengono in aiuto in caso di incendio o in caso di blog con poche visite. Estintori a sabbia, a schiume chimiche. Estintori da parete ed estintori da tavola. Estintori in via di estinzione, od ormai estinti. Mah…

Alcuni episodi di vita vissuta con al centro degli estintori li ho già raccontati in altri blogz, ed i loro protagonisti non l’hanno presa bene, per cui cercherò di non ripetere l’errore. Dirò solo che un mio amico di nome Gioacchino Menestrelli (nome ovviamente di fantasia) si è scaricato un estintore a schiuma in bocca, così, per gioco o per scommessa; e che un altro amico mio, che chiamerò Paciugo Arcadio Ponzoni, una volta scaricò tutti gli estintori delle gallerie del Bus de Vela, così, perché era amareggiato.

È dura andare avanti ancora per molto. Posso aggiungere che al Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Trento, sul finire degli anni ’90, gli estintori erano regolarmente fuori tempo max con la revisione periodica. Ah, una volta prestai un estintore per sconfiggere un principio d’incendio e poi mi scordai di farmi rimborsare la ricarica. Vedi che robe?

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